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Tutto accadde un… Mercoledì

29 ottobre, 2008

[Premetto che tutte le foto sono state scattate col cellulare, perciò chiedo venia...]

Aprite gli occhi di buon ora in una mattinata di fine Ottobre.. Il tempo è perfetto, un bel sole abbraccia la strada, le case, il verde dei giardini.. vi vestite, date una carezza alle vostre micie in cerca di coccole che ricambino le loro fusa, e di corsa giù per le scale.
Salutate il vostro vicino che, come ogni giorno, sta passando uno straccetto sulla macchina sempre lucente, gli fate i soliti cenni di consenso col capo, mentre lui vi aggiorna sulle ultime novità del vicinato, gli  ostrate preoccupazione solidale, ascoltando i suoi timori su questo insolito tempo e gli promettete di ricordarvi di passare a prendere la torta calda preparata da sua moglie, appositamente per voi, come ogni settimana.. Sfoderate uno dei vostri sorrisi migliori e, salutandolo con la mano, date inizio alla vostra giornata!
Iniziate le vostre commissioni, entrate e uscite dai negozietti sulla solita via, il lattaio, il fornaio, il fruttivendolo, che vi ha già preparato il sacchettino coi mandaranci dolci dolci che vi piacciono tanto.. Eh si,lui lo sa, perchè è lo stesso fruttivendolo che vi allungava le ciliegie, mentre serviva la vostra mamma che faceva la spesa, quando voi eravate ancora bambine…
Ma a fine Ottobre, come diceva il vostro vicino, giornate come questa, hanno un tempo “birichino”, non dovete certo meravigliarvi se un temporale arriva all’improvviso… Meglio ripararsi qualche minuto prima di continuare il giro.
Dopo pochi passi trovate rifugio nel laboratorio di vostro padre, una selleria, il “regno del cavallo e del cavaliere!”. E’ dentro una villetta, a poche centinaia di metri da casa vostra… Nei due appartamenti al piano di sopra abitavano i nonni e gli zii, che vivono lì tuttora, al piano inferiore invece c’è il luogo dove voi avete passato la vostra infanzia.. una sala adibita a negozio, un corridoio e un numero imprecisato di stanze,  stanzine e passaggi che formano il laboratorio dove ha lavorato vostro nonno, vostra nonna, vostro zio, vostro padre.. Dove voi facevate i compiti da piccole, appoggiate alle macchine da cucire, dove è possibile trovare rotoli e rotoli di pelli, cuoio, stoffe, feltro.. Dove l’odore è lo stesso che sentite ogni giorno su vostro padre, ma che in quel momento ritrovate molto più intenso e che vi riporta indietro nel tempo.

Su questa scia, decidete di aiutare vostro padre nella ricerca delle lampadine del vecchio proiettore, che procede ormai da giorni e, mentre lui si occupa dei clienti, voi vi accingete ad andare a frugare un pò in soffitta…
Per raggiungerla dovete attraversare l’appartamento dei vostri nonni… E’ un pò di tempo che non passate più da quella porta, loro non ci sono più, ma tutto è ancora al suo posto e un piccolo sorriso si accenna da solo quando ritrovate quei piccoli dettagli che ve li fanno ricordare…

Siete giunte di fronte alla scala che vi condurrà in soffitta.. Vi sembrava così lunga e ripida quando eravate piccole.. Dopo anni, vi rendete conto che in fondo, non tutto è cambiato e che quei vecchi gradini di legno continuano a darvi la stessa impressione…

Una volta arrivate in cima vi voltate un attimo indietro.. Si, sono sempre ripide..

Sopra di voi sentite il ticchettio della pioggia.. dal lucernario vedete il cielo grigio, le gocce che si nfrangono sul vetro..

E quella soffitta vi proietta in un tempo che non è più il vostro, trovate tanti scatoloni, vecchie cassette di legno che vi fanno pensare a luoghi lontani…

Valigie che racchiudono i tesori di vostro padre, gli inseparabili vinili di quando era ragazzo..

Bauli che hanno viaggiato e custodito souvenir dai luoghi di villeggiatura preferiti dei vostri nonni.. “Si, perchè una valigia è troppo piccola per contenerli tutti, nel baule i vestiti non si spiegano e la tua entrata in albergo è da vera regina!”.. Vi sembra quasi di avere a fianco vostra nonna, mentre vi ripete per l’ennesima volta questa frase,mentre voi, bambine, vi immaginate grandi, con un vostro baule, grandi occhiali scuri e capelli cotonati, a fare “le entrate da regina”.. “ma ora sei solo un piccola principessa, devi aspettare ancora un pò, poi anche tu lo potrai fare!”.. invece le sue parole riecheggiano nella vostra mente, come se le aveste appena rispolverate, insieme alle cerniere di questo vecchio compagno di viaggio..

Continuate a guardarvi intorno e vi lasciate colpire da altre scatole di cartone fermate da alcuni nastri scuri..Conservano la storia di qualche parente che forse non avete mai conosciuto…

Ma ciò che ruba del tutto la vostra attenzione sono delle vecchie scatole di latta..Le aprite lentamente, quasi con la paura di romperle.. Al loro interno trovate un piccolo tesoro, i ricordi di vostra nonna, bravissima nel cucito e una maestra nel ricamo..

Continuate ad aprire piccole ante di mobiletti impolverati e trovate pizzi, passamanerie, vecchie stoffe, scatole di filati..

Vostro padre vi poggia una mano sulla spalla, vi spiega che vostra nonna conservava tutto e facendo i lavori di sartoria della selleria aveva accumulato nel tempo tantissimo materiale che ora è passato di moda e viene utilizzato solo di tanto in tanto per qualche riparazione..
“Ha smesso di piovere!”
La voce di vostro zio vi raggiunge in soffitta e interrompe il vostro tuffo nel passato..Siccome è già ora di pranzo approfittate della notizia per fare ritorno a casa, a piedi, con l’ombrello sotto braccio, e un sacchetto con il bottino della mattinata, stretto stretto a voi..

Probabilmente non raggiungerò mai la manualità e la bravura di mia nonna, da lei ho avuto in eredità la voglia di fare, di creare.. Ma ora, che faccio scivolare tra le mani i suoi oggetti, cioè che lei utilizzava per sfogare la sua arte, mi sento proiettata a quando avevo sette anni e passavo alcuni pomeriggi estivi in sua compagnia, cercando di imparare a fare l’uncinetto, a cucire i vestiti per le bambole, a ricamare.. E copiare da lei i segreti più celati per “il punto perfetto”.
A volte mi sembra passata una vita, altri momenti solo poche ore, ma accarezzo questi pizzi come se stessi accarezzando lei e so che in fondo, forse, qualcosina ho imparato.

36 risposte fino ad ora ↓

  • 1 Giulia // 29 ottobre, 2008 alle 7:20 pm

    Bellissimo post Gloria! Letto tutto di un fiato … un tuffo nel passato … che belle parole che hai usato!

  • 2 Roberta // 29 ottobre, 2008 alle 8:00 pm

    Ciao Gloria! Che bello questo post, e come ti capisco ……….. Anche io ho ereditato dalle mie nonne la mia creatività!
    Pensa che della mia nonna materna conservo ancora una splendida macchina da cucire del lontano 1965, funzionante, che uso tuttora. Mentre dell’alta la macchina da cucire c’è ancora ma non funziona più: anche se è comunque, sempre, mia!!!
    Baci alla prossima

  • 3 *Francesca* // 29 ottobre, 2008 alle 8:08 pm

    Glow,
    che bello….!
    dopo tutte le chiacchiere, i ricordi e i racconti di ieri sera, ora vedere anche le foto è bellissimo!
    xxxxx
    ps… che fiume di BOTTONI colorati!!!!! mi ci tufferei!!!!
    :D

  • 4 Illy // 29 ottobre, 2008 alle 9:21 pm

    Un racconto bellissimo… vero, sentito… e quanti ricordi…

  • 5 Alice Marla // 29 ottobre, 2008 alle 10:40 pm

    Veramente commovente il racconto della tua giornata…

  • 6 orka // 29 ottobre, 2008 alle 10:49 pm

    complimenti, un post bellissimo, e che comprendo dato che recentemente anche io sono entrata in possesso del tesoro di mia nonna, dai bottoni ai merletti… solo che a me li ha dati lei di persona… dicendo che a lei infesciano! molto meno romantico -_-

  • 7 eliana // 29 ottobre, 2008 alle 11:17 pm

    E’ da una settimana che ho un magone latente, ma non riuscivo a piangere, con questo bellissimo post sei riuscita a far sgorgare le lacrime che mi pungevano gli occhi, mi auguro che un giorno mia nipote possa scrivere cosi’ di me!
    Un abbraccio

    Eliana

  • 8 Stefania // 29 ottobre, 2008 alle 11:56 pm

    Troppo bello … mi ha fatto quasi commuovere!!!

  • 9 Roberta // 30 ottobre, 2008 alle 2:22 am

    questo post è bellissimo Gloria! all inizio ho pensato quasi che fosse tratto da un libro… ma poi il finale ha reso tutto ancor + fantastico!
    è bellissimo il tuo mondo e ancor + belli i tuoi ricordi!Tienili sempre stretti a te! un abbraccio grande! Roby

  • 10 Tatiana // 30 ottobre, 2008 alle 6:46 am

    Mi e’ scesa una lacrima….
    mi ha scaldato il cuore….
    grazie

  • 11 gloria (gloxy) // 30 ottobre, 2008 alle 9:36 am

    sei davvero brava a raccontare.. mi hai coinvolto e commosso.. complimenti.. e stai tranquilla.. qualcosa hai imparato.. magari nn sarai brava come lei a cucire ma ti ha trasmesso l’amore per queste cose.. un bacio, glo

  • 12 manu // 30 ottobre, 2008 alle 10:24 am

    ci fosse un premio pulitzer per i post nei blog lo avresti vinto a pieno titolo! un racconto meraviglioso… hai trasmesso tutto l’amore in mezzo al quale sei cresciuta, sei fortunata! e mi hai fatto ripensare alla mia nonna… avessi metà della creatività che aveva lei!
    grazie Gloria, mi hai fatto commuovere, riflettere, ricordare e … anche un pò invidiare per quel tesoro :))))))

  • 13 Francesca // 30 ottobre, 2008 alle 10:55 am

    Che bel racconto Gloria, brava…hai raccontato perfettamente quello che hai provato, sei riuscita a trasmetterlo nelle parole.
    Mi ha toccato moltissimo, davvero :)
    Francesca

  • 14 Rebecka // 30 ottobre, 2008 alle 11:04 am

    Bellissimo racconto, ma devo dire che per me è surreale (unreal). Per tantissimi motivi che non voglio scrivere qui le nostre vite sono molto diversi…
    Una cosa però abbiamo in commune:
    “i ricordi di vostra nonna, bravissima nel cucito e una maestra nel ricamo… Probabilmente non raggiungerò mai la manualità e la bravura di mia nonna, da lei ho avuto in eredità la voglia di fare, di creare… so che in fondo, forse, qualcosina ho imparato.”
    È una cosa di cui penso spesso, ma dobbiamo ricoradare che la nostra generazione abbia modi diversi di esprimere la nostra creatività. Non penso per esempio che la tua nonna aveva un blog dove inspirava persone, anche sconosciute, di creare… ;)

  • 15 Camilla // 30 ottobre, 2008 alle 11:28 am

    Ciao Gloria, troppo affascinante! Non so cosa studi all’università, ma la scrittrice mi sembra un mestiere che ti starebbe a pennello! Un caro saluto, Camilla

  • 16 Francesca // 30 ottobre, 2008 alle 11:32 am

    (uffa devo ricominciare…il commento precedente si è cancellato!)

    Bellissimo questo racconto, mi ha fatto ripensare alle mie nonne che non ci sono più, anche loro avevano tanti bottoni e io ci passavo le ore a guardarli e riguardarli (infatti se mi piace un vestito è perchè ha dei bei bottoni!!)…ma chissà che fine hanno fatto!
    La storia che hai raccontato è meravigliosa, scritta con il cuore, e quando ho cominciato a leggerla sembrava una storia di fantasia, una storia di altri tempi….io, abituata alla grande città, ai supermercati, ai vicini che non conosco, al lavoro in ufficio…..solo alla fine ho capito che è reale, e mi sono commossa.
    Grazie per aver condiviso questo racconto con noi…non sò perchè ma adesso mi sento meglio!

  • 17 GloriaB // 30 ottobre, 2008 alle 12:24 pm

    Grazie ragazze :)
    Di solito, lo sapete, non scrivo moltissimo di me o di quello che faccio al di fuori dei miei hobbies.. Però questa volta, non so perchè, volevo proprio farlo..Sono contenta che in tante mi abbiate “capita” e soprattutto che abbiate apprezzato il mio racconto, grazie di cuore :)

  • 18 ChiaraB // 30 ottobre, 2008 alle 1:57 pm

    Mamma mia Gloria che racconto fantastico!!!!!
    Mi sembrava quasi di leggere un libro….
    Credo che i ricordi felici della nostra infanzia rendano più bella la nostra vita!
    E anch’io, come te, ne ho davvero tanti!

  • 19 Beta // 30 ottobre, 2008 alle 2:26 pm

    Che bello questo post! Mi hai fatta tornare indietro nel tempo, quando anch’io da bambina salivo in soffitta dai nonni per una scaletta di legno ripida ripida e aprivo piano la botola e mi rifugiavo fra vecchi materassi, scatole di libri, vestiti smessi dalle zie… guardavo dalla finestrella e sognavo di essere Jo March e che la soffitta fosse il mio regno… Ogni tanto ci sono tornata in quella soffitta, anche da grande, ed ogni volta è stata la stessa emozione (anche se le scale non sembravano più così tante, la botola non più così pesante, la soffitta non più tanto grande!). Grazie per aver condiviso i tuoi ricordi e risvegliato i miei. Buona Giornata, Beta

  • 20 kushi // 30 ottobre, 2008 alle 3:13 pm

    Bellissime parole, è stato un piacere leggere questo post!!! :)

  • 21 princessrosy // 30 ottobre, 2008 alle 3:47 pm

    che bello questo racconto mi è sembrato di essere stata li con te tutto il tempo…grazie di aver condiviso questi momenti intimi e speciali anche con noi. Ma dimmi le userai le cose della tua nonna dando loro una nuova vita?

  • 22 Gio // 30 ottobre, 2008 alle 5:09 pm

    Che bello , sembra una favola! Un tuffo nei ricordi e tanti piccoli oggetti così preziosi per noi e legati strettamente all’infanzia!

  • 23 barbara s // 30 ottobre, 2008 alle 11:52 pm

    Gloria ti capisco bene! anch’io quando frugo nelle vecchie cose di mio padre mi sento cosi’ riportata indietro ormai di tanti anni (pensa che lui e’ morto venta’anni fa) ma mi ha lasciato tutto quello che sono ! ho ereditato tutto da lui dal carattere (sigh!!) alla manualita’( per fortuna) sei veramente molto brava spero che coltiverai questa meravigliosa capacita’ di scrivere. Un bacio Barbara s.

  • 24 Cristina // 31 ottobre, 2008 alle 12:34 pm

    Letto tutto d’un fiato… bellissimo.
    A me capita con i libri di mio nonno, che era maestro, con i suoi dischi della Callas che non so quanto ho sentito risuonare nelle stanze della mia infanzia…che bello, grazie per le emozioni.

  • 25 Chiara // 1 novembre, 2008 alle 3:45 pm

    Mamma mia che post bellissimo!!!!
    E le foto rendono davvero!!!!!!!
    Sembrava quasi di essere in un film…

    Grazie!

  • 26 betta // 1 novembre, 2008 alle 9:47 pm

    che post dolcissimo e dvo elogiare anche il tuo modo di raccontarlo..dolce e nello stesso tenp magico….hai trasportato anche me in questo tuo racconto e mi hai scaldato il cuore!
    anche mia nonna non buttava niente e ho trovato merletti e pizzi,bottoni e passamanerie antiche ,ma non sarei mai stata in grado di dare l’enfasi e la magia che sei stata in rado di dargli tu.
    tua nonna sa ti aver lasciato questi tesori ad una valida erede,sai di essere bravissima e lo sapva anche lei.betta

  • 27 Erika // 2 novembre, 2008 alle 1:25 am

    Gloria sono rimasta incollata allo schermo a leggere a bocca aperta. Sei riuscita a trasmettere le tue sensazioni in modo così reale che mi sembrava di essere lì. Dovresti davvero fare la scrittrice!
    La tua nonna sarebbe fiera di te
    baci
    Erika

  • 28 gio' // 2 novembre, 2008 alle 1:32 am

    bellissimo questo racconto. Tua nonna ti è sicuramente vicina vicina. Mi hai fatto emozionare….
    e grazie per essere passata e aver lasciato un commento al mio post.

    ti auguro una domenica serena

    gio’

  • 29 Bugigattola // 2 novembre, 2008 alle 9:45 am

    Che bello questo post, di una dolcezza disarmante. Complimenti!
    Se ti va passa da me, c’è un premio per te!
    La bugigattola

  • 30 erre54 // 2 novembre, 2008 alle 9:51 am

    che bella giornata !!!!
    ciao
    MRita

  • 31 Daniè // 2 novembre, 2008 alle 4:37 pm

    Una tenerezza piena di romanticismo e un’atmosfera di altri tempi…
    grazie per avermi/ci fatto entrare nella soffitta dei tuoi nonni
    Daniela

  • 32 Laura // 2 novembre, 2008 alle 8:33 pm

    Che meraviglia! Che cose preziose… Peccato che le case di mia nonna e di sua sorella siano state svuotate quando ero ancora troppo piccola e non avevo una casa dove portare le cose meravigliose che sono state buttate…. Non permettere che ciò accada con la casa dei tuoi nonni..

  • 33 roberta filava // 3 novembre, 2008 alle 1:28 am

    che meraviglia tutto Gloria..e che bell’eredità che ti ha lasciato tua nonna e poi tu ce l’hai anche genetica..la creatività
    un bacio
    roberta

  • 34 fulvia // 3 novembre, 2008 alle 2:43 pm

    mi hai fatto commuovere tanto tanto!!!!!

  • 35 Fata Bislacca // 5 novembre, 2008 alle 2:33 pm

    Ciao è il primo commento che ti lascio, avevo letto questo post qualche giorno fa e poi non so come “ti ho persa” ma ora per caso anche ritrovata… Mi è piaciuto moltissimo, straordinario, avvincente, poetico…. Insomma, non potevo andarmene e chiudere la porta senza lasciarti un fiorellino o un biscottino per ringraziarti!!!! Grazie. Fata Bislacca

  • 36 marina // 7 novembre, 2008 alle 6:26 am

    Che racconto dolcissimo,ho anch’io un tenero ricordo dei miei nonni. Anche se non ho soffitte, bauli,scatole di latta in cui rovistare ho sempre vivi i ricordi e accarezzo quelli.Brava, usi le parole cosi’ come le tue mani, in modo delizioso
    ciao marina

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