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Iniziative

filosofeggiamo….

Anzi “sociologizziamo” ;)
Oggi faccio un bel post impegnato, cioè meno “cretino” dei soliti, e vi rendo partecipi del libro di sociologia che sto studiando.. Ci sono alcune frasi che mi hanno particolarmente colpito, vorrei sapere cosa ne pensate…

La prima che vi propongo è una frase di Elster:

” [...] Le emozioni contano perchè, se non le provassimo, null’altro conterebbe. Le creature senza emozioni non hanno alcuna ragione per vivere nè, se vogliamo, per suicidarsi. “

La prima parte della frase forse cade nel banale, ma il fatto che Elster abbia sottolineato il fatto che non si avrebbero buone motivazioni neanche per il suicidio mi ha fatto riflettere, era una cosa che avevo sottovalutato.. Ho sempre pensato che le persone “apatiche” potessero avere motivazioni per il suicidio, in quanto appunto prive di emozioni forti che gli lasciassero la voglia di vivere.. Ma in realtà anche l’apatia è una sorta di emozione, ci si accorge di non avere emozioni solo se si ha avuto occasione di provarne in precedenza, come la gioia e il dolore.. Puoi conoscere uno o l’altro solo avendone provato almeno uno, perciò ti accorgi di essere apatico solo se hai provato “il non esserlo”, altrimenti continui a vivere la tua apatia senza neanche accorgertene…

fiorellini-rosa

La seconda citazione è di Pascal:

“[...] Non pensiamo quasi affatto al presente, o se ci pensiamo, è solo per prenderne il lume con cui predisporre l’avvenire.”

In breve, le nostre emozioni vanno prima di noi incontro al futuro.

Credo che questa frase rifletta perfettamente la società di oggi, nonostante sia stata scritta nel 1670. Sono passati secoli, ci siamo evoluti… Ma possibile che le problematiche psicologiche restino sempre le stesse? Evidentemente è proprio così…Solo rare volte possiamo goderci il momento che stiamo vivendo, la maggior parte delle volte ci ritroviamo a pensare a cosa faremo subito dopo e ci perdiamo alcuni attimi veramente importanti..
A volte ho la sensazione che l’uomo abbia inventato la fotografia proprio per sopperire a questa mancanza; non vivendo appieno l’attimo, lo fermiamo su pellicola, in modo da poterlo ricreare all’infinito e cercare di viverlo quando ne abbiamo il tempo.. Beh ovviamente non sempre!! Comunque ci sto scrivendo su la tesi in parte, perciò queste  elucubrazioni mentali sono solo l’inizio!!
Giusto per darvi una nota, Pascal, è  il Blaise Pascal che ha scritto anche la famosissima “il cuore ha ragioni che la ragione non conosce”… La sapeva lunga il Pascal!

Queste due locuzioni mi hanno stimolato molti pensieri, ho pensato potessero piacervi… Voi che ne dite?
Avanti al dibattito, così potete anche aiutarmi per il mio esame ;)

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12 comments to filosofeggiamo….

  • Francesca

    Ciao cara,
    come sei seria questa sera ^^
    che dire… d’accordissimo con il ragionamento della prima frase, credo che se una persona non abbia provato emozioni non ha nemmeno il “materiale” per pensare ad una cosa così forte come il suicidio… non ne avrebbe motivo!

    Con la seconda frase invece non sono proprio d’accordo… insomma ok che la maggior parte delle cose che facciamo sono proiezioni per il futuro, ma sinceramente io ho molta attenzione per quello che vivo nel presente!
    Sono contenta di vedere il sole la mattina e mi fa sorridere ogni volta, mi piace quando le gocce di pioggia mi cadono sul viso e quando succede non perto occasione di alzare il muso al cielo… insomma a me piace godere anche dei momenti del presente! Quello che voglio dire è che non è che tutto quello che vivo scivola via… spero di essermi riuscita a spiegare :)
    E dopo la mia pillolina di saggezza ti saluto cara ^^ buona serataaaaaa
    Fra

  • Con l’apatia tocchi un punto che mi riguarda particolarmente: la mia vecchia depressione ultimamente mi ha fatto cadere nell’apatia. E’ come scrivi tu: io me ne sono accorta perchè non sentivo più le emozioni provate spesso nel passato. Se non le avessi provate prima, non avrei avuto coscienza della loro mancanza.
    Per l’altra frase non so, devo rifletterci su, ma credo che in effetti quasi tutti tendiamo a progettare il futuro anzicchè godere il presente.
    Bacioni
    dada

  • Che bello sentire parlare di sociologia! Anche io sono alla facoltà di sociologia o meglio dovrei dire ero é_è
    ero perchè anche io ho avuto vari problemi… e una costante dell’ultimo anno è stata proprio l’apatia… non avevo voglia nemmeno di scrappare! e questo mi ha fatto rendere conto che la situazione stava diventando grave. Ora sto meglio, ho ricominciato a vivere e non mi limito a sopravvivere un giorno dopo l’altro. ahimè ancora non ho avuto il coraggio di riprendere i libri in mano e qui mi rifaccio un po’ al secondo discorso… temo il futuro, il fatto che potrei non farcela a riprendere a studiare, che magari “oggi” potrei riuscire a leggere un capitolo, ma “domani”? Non so, lo trovo ancora un compito troppo gravoso per le mie energie psico-fisiche… e questo perchè invece di vivere semplicemente il presente mi proietto nel futuro. Per le cose meno complicate sono riuscita a fare un passo avanti, a vivere il presente… per la laurea ancora non riesco…

    ‘ciotti
    Livia

  • Io non penso che esista vera apatia.
    Si arriva all’apatia dopo aver provato tanto gioia, averla persa, essere stati così tristi da essere così assuefatti al dolore da non sentirlo più.
    In realtà, però, è una sofferenza così forte e così sorda che annualla ogni altra emozione, perchè la inghiotte nel nero della sua essenza.

    Quindi, non è reale apatia, quindi non avere alcun sentimento, ma il contrario, è avere sensazioni ed emozioni negative così intense, da smettere di sentire tutto il resto. come essere immersi nell’ovatta…. tutto il resto è attutito.

    Riguardo la seconda frase…. la penso esattamente come te…. anche secondo me la fotografia è stata inventata incidere su carta alcuni momenti… che, nell’istante della foto, diventano da presente, ricordo. Noi viviamo di ricordi e non di presente…

    Molto carino questo post “socializzato” :)

  • Credo che il pensiero di Elster sia una verità assoluta. Se non provi emozioni, nulla ha importanza. Così come credo che la seconda parte della frase sia un paradosso, un’antinomia fantastica a dimostrazione della verità assoluta della prima parte.Non può esistere creatura (se parliamo di esseri umani) che non prova emozioni. O meglio, che non ha mai provato emozioni. L’apatia di cui parli tu, è comunque una conseguenza, provocata e causata dall’aver provato emozioni che possono aver portato il soggetto a “difendersi” non provandone più (più o meno inconsciamente) . Nel bene o nel male. D’altra parte l’apatia, nella morale stoica, è considerata anche l’ideale della serenità dell’anima; il liberarsi dalle passioni per non doverci più “combattere”e potersi così “elevare” a stadi superiori. Ma qui andremmo a toccare altri argomenti ancora.. In ogni caso il tutto riguarda chi con le emozioni, o passioni ci ha avuto a chè fare.

    La frase di Pascal ha senz’altro una validità eterna, fa parte dell’essere umano che, in quanto tale, ha coscienza di sè, pensare al futuro e anche al passato. Il problema sorge quando si è troppo indaffarati a fare questo e si perde l’attenzione sul presente, su ciò che tra un attimo sarà pasato e che un due attimi fà era futuro. E’ un percorso lungo e fatto d’esperienza introspettiva quello che ti porta a vivere sempre appieno il presente. Ed è attraverso lo stesso percorso che si può arrivare a gioire perchè una cosa è accaduta, e non a piangere perchè è finita. Credo che l’imparare ad assaporare perfettamente il presente dipenda anche da questa capacità. Così posso “godermi” il mio presente anche nel momento in cui è un pensiero rivolto al passato. E nello stesso modo posso godermi il mio presente, immaginando quali conseguenze il medesimo mi porterà in futuro. Ciò che ci “frega” è la paura di tali coseguenze. La paura. E spesso la paura di aver paura. Qui ci si potrebbe riallacciare al pensiero di Elster, laddòve le emozioni sono sinonimo di vita, e il nulla (quindi la paura del nulla) sinonimo di morte.

    Mi fermo, ma chiecchererei per ore su tali argomentazioni…..magari mentre le mani creano qualcosa di bello….

    Un sorriso, mentre ti faccio l’occhiolino.

    Tatti

  • Che citazioni interessanti!!
    La seconda dici che rappresenta perfettamente la società di oggi allora io ne faccio tristemente parte. Mi sono “persa” quella che poteva essere la fase più spensierata e divertente della mia vita perché ero troppo concentrata a pensare a quel che volevo per il mio futuro. E ora, che mi ritrovo a vivere una vita che ha poco di quel che ho sempre desiderato, un po’ me ne pento.
    Per quanto rigurda la prima, che dire, io credo che non saremo un bel niente senza emozioni. Possono essere positive o negative ma devono esserci per farci sentire di essere vivi. Ciò che ha colpito anche me è la riflessione sul suicidio. Pensandoci bene però è vero, chi arriva a un gesto così estremo sicuramente non ha mancanza di emozioni, anzi. Probabilmente quelle negative diventano così forti e opprimenti che non sa più come gestirle o poterle inserire all’interno della propria vita.
    L’apatia, che è una delle sensazioni che più odio, è una brutta bestia. E’ vero che per accorgersene bisogna forse aver provato delle emozioni sennò non vedi la differrenza però penso pure che ci sono persone che vivono nell’apatia senza neppure accorgersene e gli va bene così, conoscono quello, una vita senza tante emozioni e continuano su quella strada tranquillamente, senza che anche solo il pensieri di suicidio li sfiori.

  • ti ho risposto su libero ^_^

  • Mi spiace non aver il giusto tempo per approfondire…ma hai scelto due gran belle frasi. E in bocca al lupo per l’esame.
    Il tuo puntaspilli è sempre con me.
    ciao, elena.

  • Ciao Gloria,
    ho latitato per un pò (anche se una cappatina veloce veloce al tuo blog qualche volta l’ho fatta!) così ti lascio un salutino. E comunque continui sempre a regalarci splendide creazioni. Complimenti. BACI affettuosi Lara

  • Riciao Glorietta,
    ti ho rispedito l’email come mi hai chiesto. Spero di averti mandato quella giusta. Fammi sapere, comunque.
    E per il week end di Pasqua per ora non ho nulla in programma ma se decido per qualcosa te lo farò sapere tramite email.
    Baci Lara

  • Ciao Gloria, molto interessante questo post…serve a far pensare, interessanti anche le risposte.

    Baci
    Fulvia

  • Ciao Gloria che pensieri profondi, non so se sia del tutto vero che se non si prova emozione non sia aluna ragione di vivere e quindi di suicidarsi, perchè credo che le due frasi siano uno il contrario dell’altra, nel senso che se io non ho ragione di vivere perchè non emozioni perchè dovrei vivere?
    Io conosco persone un po’ per mestiere e un po’ per amicizia che per problemi non voglio vivere intensamente le emozioni perchè non sanno come gestirle e quindi preferisono prendere farmaci che tolga loro queste emozioni e li vedi che vivono in apatia che tutto quello cheli circonda non ha importanza.
    Per quanto riguarda la seconda frase in parte è vero siamo molto proiettati verso il domani che ci rendiamo poco conto del presente tranne in qualche situazione in cui alzi gli occhi al cielo o apri gli occhi e guardi in modo diverso tutto quello che ti sta a fianco. Se tu noti i bambini guardo molto spesso all’oggi, perche per loro esiste ORA, ADESSO no DOMANI. ciaociao

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